Da oggi saranno disponibili ostriche e crudité accompagnate da Vini e Champagne selezionati dal Diablo.
Al momento non faremo sushi ma una selezione di crudi d’autore scelti e preparati appositamente per voi… Per chi di voi avesse già avuto modo di mangiare i Gamberi Rossi di Mazara proposti nel nostro sushi, ebbene vi confermiamo che anche qui si tratta dello stesso prodotto di estrema qualità…

Per le ostriche invece, abbiamo selezionato due prodotti: una ostrica concava Speciale di Cadoret e una ostrica Beia Maraa, questa ultima è un vero capolavoro per gli amanti delle ostriche affinate.

Proviamo a far un po’ di chiarezza su questo bel mondo, ovvero a quello delle ostriche: si è sempre pensato all’ostrica (Ostrea) come a una specie assoluta, invece dietro alle ostriche c’è un vero e proprio mondo, come per il vino, dove troviamo non solo il bianco, il rosso, il rosato, lo spumante, ma tante, tantissime variazioni, sfaccettature, tipologie.

Le ostriche sono classificate innanzitutto per la struttura del grasso, quindi per i molteplici merroir (la parola terroir traslata al… mare!). Nel dettaglio, bisogna sapere che più la struttura del grasso diventa importante, quindi coinvolgente (oppure ‘divertente’) alla masticazione, e più l’ostrica ha un range gustativo ampio e persistente. Non solo: essendo la molecola del grasso ben strutturato analogo a quella della nocciola, il gusto terziario dell’ostrica riporta proprio alla nocciola, mentre il primario è naturalmente lo iodio del mare e il secondario la vegetalità.

Ciò premesso, esistono dunque:

  • ostriche delicate (le Fines)
  • ostriche eleganti (le Spéciales)
  • ostriche complesse (le Pousses en Claires dette anche Superspéciales qualora non appartengano al disciplinare delle Claires, ovvero la IGP di Marennes-Oléron nella Charente-Maritme, il cuore della produzione francese).

Si tenga presente che il merroir ‘mette il bollino’ alla vegetalità delle ostriche, con una palette gustativa che va dal sottobosco del mediterraneo fino all’anguria, senza dimenticare le note di Passion Fruit proprie delle ostriche dell’Irlanda. Comunque, venendo all’abbinamento con lo champagne, si tenga presente che nelle Fines la salinità importante, combinata alla mancanza di netta vegetalità e assenza del terziario di nocciola, può esasperare la freschezza dello champagne, in special modo le note minerali; invece, le Spéciales e le Pousses en Claires rappresentano un abbinamento perfetto con gli champagne.

Ricordate: masticare bene le ostriche è fondamentale al fine di un connubio perfetto: se la bocca ha il grasso ben distribuito, la soddisfazione sarà assoluta, mentre chi ingoia l’ostrica o la ‘rompe’ maldestramente nel palato si troverà dal punto di vista del gusto solo con gli aromi primari del mare e questo finirà per esasperare le note ‘metalliche’ nel bicchiere!